Martedì 16 Giugno : San Girolamo
Malati o sani, umili o potenti, poveri o ricchi, affamati o sazi, facciamo tutto nel nome del Signore, con pazienza e animo eguale, così si compirà in noi quanto dice la Scrittura: “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28). La rabbia stessa, la passione, l’oltraggio ricevuto che chiede vendetta, diventano per me altrettante occasioni di trionfo, se mi controllo, se conservo il silenzio per Dio, se ad ogni puntura che ferisce e sotto la pressione dei vizi penso a Dio che mi guarda dall’Alto.
Non diciamo, quando distribuiamo doni: questo è un amico, quello l’ignoro; questo ha diritto a ricevere, quello deve essere disprezzato. Imitiamo nostro Padre, “che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5,45). La fonte della sua Bontà è aperta per tutti. Schiavo e uomo libero, plebeo e re, ricco e povero, tutti vi bevono alla stesso modo. La lampada accesa in casa illumina tutti senza distinzione.
San Giovanni Evangelista alla fine della vita, quando non poteva esprimere il suo pensiero con un discorso completo, non proferiva altra parola che questa: “Figlioli miei, amatevi gli uni gli altri” (cfr Gv 13,34). Alla fine i suoi discepoli gli dissero: “Maestro, perché ci dici sempre così?” Giovanni rispose con questa sentenza degna di lui: “Perché è il precetto del Signore; facciamo solo questo, e ciò basta”.
