Sabato 4 Luglio : San Pietro Crisologo

“Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo spesso, i tuoi discepoli non digiunano?” Perché per voi il digiuno è questione di legge e non un dono spontaneo. In se stesso il digiuno non ha nessun valore. Ciò che importa è il desiderio di colui che digiuna. Quale profitto pensate trarre, voi che digiunate solo perché costretti? Il digiuno è un aratro stupendo per arare il campo della santità: cambia il cuore, sradica il male, estirpa il peccato, sotterra il vizio, semina la carità; mantiene la fecondità e prepara la mietitura dell’innocenza. I discepoli di Cristo, invece, sono posti al cuore stesso del campo maturo della santità, raccolgono i covoni delle virtù, gioiscono del Pane della nuova raccolta: non possono dunque praticare digiuni ormai sorpassati…

“Perché i tuoi discepoli non digiunano?” Il Signore risponde loro: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo Sposo è con loro?” Chi prende moglie lascia il digiuno da parte, abbandona l’austerità; si dedica completamente alla gioia, partecipa ai banchetti; si mostra in tutto affabile, amabile e allegro; fa tutto ciò che gli ispira il suo affetto per la sua sposa. Cristo celebrava allora le sue nozze con la Chiesa: perciò accettava di prender parte a dei convivi, e non si rifiutava a coloro che lo invitavano; pieno di benevolenza e di amore, si mostrava umano, abbordabile, amabile. Voleva infatti unire l’uomo a Dio, e fare dei suoi compagni i membri della famiglia divina.