Lunedì 6 Luglio : Santa Ildegarda di Bingen
Nella sua disperazione, non a causa della gravità dei peccati, ma per il suo orgoglio, si burla di me dicendo: “Cos’è la grazia di Dio?” Io lo rigetterò e distruggerò, non voglio sollevarlo per mia scelta, poiché è morto alla felicità eterna. E gli uomini che non credono fermamente che possono sollevarsi da tutti i brutti errori dei peccati e rigettano così Dio onnipotente e la sua grazia, cioè coloro che, in un’immensa tristezza, si disperano pensando che non possono sfuggire all’enormità dei loro crimini, costoro si sentono abbattuti e rigettati e precipitano inevitabilmente verso la morte.
Ma, i figli miei benedetti, che mi accolgono con animo aperto, la buona volontà dell’anima, l’intelligenza acuta, che mi toccano coi loro gemiti e lacrime, che mi abbracciano con gioia e ardore, quelli sono come dei fiori. Appena sentono che ci sono, subito si rallegrano in me ed io in loro… Io voglio perfezionarli e purificarli senza posa, fino a che siano posti in modo onorevole e glorioso nella Gerusalemme celeste… Spesso li abbandono, perché il loro uomo interiore non si gonfi d’orgoglio… in questo modo, sottopongo la loro fede ad un duro esame.
