Lunedì 20 Luglio : San Cirillo di Gerusalemme
Evento al di là di ogni umana realtà e credibilità! In senso letterale, non siamo né veramente morti, né veramente sepolti, né veramente crocifissi; l’imitazione immaginaria di questi eventi esprime la vera realtà della nostra salvezza: Cristo veramente crocifisso, veramente sepolto, veramente risorto per elargirci tutti questi doni, perché partecipando all’imitazione della passione otteniamo la realtà della salvezza. O misericordia senza limiti! Cristo si è assoggettato ai chiodi che ne perforarono le immacolate mani e gli immacolati piedi, ai dolori della passione, perché io mi unisca, senza soffrirne le pene, alle sue sofferenze e goda i frutti della salvezza…
Il nostro battesimo, lo sappiamo bene, non solo opera la purificazione dei peccati e ci procura il dono dello Spirito Santo, ma anche fa delle nostre sofferenze un prolungamento nel quotidiano di quelle cui andò storicamente incontro Cristo, nostro esempio. Lo disse chiaramente Paolo: «Ignorate che quanti siamo stati battezzati in Gesù Cristo siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo» … Cristo ha veramente sofferto per noi e per la nostra salvezza; lo sappiamo bene, non ha patito in modo apparente. Che dobbiamo partecipare alla sua passione, lo dice Paolo con precisione: «Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. » (Rm 6, 3-5).
