Mercoledì 29 Luglio : SantEfrem Siro

Quando ha chiesto: “Dove l’avete posto?”, nostro Signore ha pianto. Le sue lacrime sono state come la pioggia, Lazzaro come il grano, il sepolcro come la terra. Ha gridato con voce di tuono, a udire la sua voce la morte ha tremato, Lazzaro è spuntato come grano, è uscito ed ha adorato il Signore che l’aveva risuscitato.

Gesù… ha reso la vita a Lazzaro ed è morto al suo posto, poiché, dopo averlo fatto uscire dal sepolcro e averlo preso alla sua mensa, egli stesso è stato sepolto simbolicamente con l’olio che Maria ha versato sul suo capo (Mt 26,7). La forza della morte che aveva trionfato da quattro giorni è vinta… perché la morte sapesse che era facile al Signore vincerla il terzo giorno…; la sua promessa è vera: aveva promesso che sarebbe risorto lui pure il terzo giorno (Mt 16,21)… Il Signore ha dunque reso felici Maria e Marta vincendo l’inferno per mostrare che lui pure non sarebbe morto per sempre… Ora, ogni volta che si dirà che è impossibile risorgere il terzo giorno, si guardi a colui che è stato risuscitato il quarto giorno…

“Togliete la pietra!” Perché? colui che ha risuscitato un morto e gli ha reso la vita non avrebbe potuto aprire il sepolcro e rovesciare la pietra? Lui che diceva ai discepoli: “Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà” (Mt 17,20), non avrebbe potuto con una parola spostare la pietra che chiudeva l’ingresso del sepolcro? Certo che avrebbe potuto togliere la pietra con la sua parola, lui la cui voce, quando era appeso alla croce, ha spezzato le rocce ed ha aperto i sepolcri (Mt 27,51-52). Ma, poiché era amico di Lazzaro, ha detto: “Aprite, sentite il cattivo odore, scioglietelo voi che l’avete avvolto in bende e nel suo sudario, riconoscete colui che avete seppellito”.