Mercoledì 5 Agosto : Cardinale Joseph Ratzinger [Benedetto XVI

Nel vangelo, Gesù ci invita alla preghiera: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto». Queste parole di Gesù sono preziosissime, perché esprimono la vera relazione tra Dio e l’uomo, e perché rispondono a un problema fondamentale di tutta la storia delle religioni e della nostra vita personale: È giusto e buono chiedere qualcosa a Dio? Orbene l’unica risposta che corrisponde alla trascendenza e alla grandezza di Dio non consiste forse nel glorificarlo e nell’ adorarlo, nel rendergli grazie, in una preghiera disinteressata?…

Gesù ignora tale dubbio. Gesù non insegna una religione per pochi, totalmente disinteressati. L’idea di Dio, insegnata da Gesù, è diversa: il suo Dio è umanissimo; questo Dio è buono e potente. La religione di Gesù è umanissima, semplicissima – è la religione dei semplici: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25). I piccoli, coloro che hanno bisogno dell’aiuto di Dio e lo dicono, capiscono la verità molto meglio che gli intelligenti che, rifiutando la preghiera di domanda e ammettendo soltanto la lode disinteressata di Dio, costruiscono un’autosufficienza dell’uomo che non corrisponde alla sua indigenza, espressa nelle parole di Ester: “Vieni in aiuto a me!” (4,17l). Dietro questa nobile attitudine che non vuole disturbare Dio con le nostre piccole sventure, si nasconde questo dubbio: Dio avrà il potere di rispondere alle realtà della nostra vita? Dio potrà cambiare le nostre situazioni ed entrare nella realtà della nostra vita terrena?…

Se Dio non agisce, se non ha il potere sugli eventi concreti della nostra vita, come può Dio rimanere Dio? E se Dio è amore, l’amore non troverà forse una possibilità per rispondere alla speranza di colui che ama? Se Dio che è amore non potesse aiutarci nella nostra vita concreta, l’amore non sarebbe l’ultimo potere del mondo.