Sabato 26 Settembre : San Gregorio Magno

E’ stato davvero senza la minima colpa da parte sua che ha sofferto “lui che non ha commesso peccato e sulla cui bocca non si è trovato inganno” (1 Pt 2,22); e tuttavia ha sopportato la sofferenza della croce per la nostra redenzione. Lui solo, l’unico al mondo, ha elevato preghiere pure a Dio, poiché nella stessa sofferenza della passione, ha pregato per i suoi persecutori, dicendo: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Quale espressione più pura si può dire, quale espressione più pura si può immaginare nella preghiera che estendere la misericordia della propria intercessione agli stessi responsabili della sofferenza che si sopporta? (…)

“O terra, non coprire il mio sangue, e il mio grido non trovi in ​​te un solo posto dove restare nascosto” (Gb 16,19). L’uomo, nel giorno del suo peccato, ha udito queste parole: “Polvere sei e in polvere ritornerai” (Gn 3,19). E questa terra, lo sappiamo, non nasconde il sangue del nostro Redentore, poiché, ricevendo il prezzo della sua redenzione, ogni peccatore lo confessa e lo canta e si sforza di farlo conoscere al prossimo. E la terra non ha coperto il suo sangue, poiché la Santa Chiesa ha già predicato il mistero della sua Redenzione in tutte le parti del mondo. (…)

Se vogliamo quindi che il sacramento della passione del Signore non rimanga in noi senza apportarci alcun beneficio, abbiamo il dovere di imitare ciò che riceviamo e di annunciare agli altri ciò che veneriamo. Il suo grido, infatti, trova in noi un luogo dove rimane nascosto se la nostra lingua tace ciò che la nostra anima ha creduto. Ma affinché il suo grido non rimanga nascosto in noi, resta il fatto che ciascuno, nella misura delle proprie possibilità, deve far conoscere a coloro che lo circondano il mistero della sua rigenerazione.