Delegazione del Gruppo Hera (1° ottobre 2026)
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
Buongiorno a tutti e benvenuti!
Sono lieto di accogliervi, come delegazione del Gruppo Hera, per un momento di saluto, che ci dà l’occasione di sottolineare nuovamente l’importanza della nostra responsabilità nella tutela del creato. Fin dalle prime pagine della Bibbia, la salvaguardia del nostro mondo appare tra i comandamenti che Dio ha voluto rivolgere all’uomo. Si tratta, quindi, di un compito originario, che oggi trova espressione anche nella vostra opera.
Vi sono riconoscente del lavoro che svolgete cercando di contribuire alla cura della Casa comune e vi incoraggio a proseguire in questo impegno. La sfida ecologica nel nostro tempo, infatti, è quanto mai urgente: da una parte assistiamo a un consumo incontrollato di risorse, dall’altra diventa sempre più problematica la gestione e lo smaltimento di enormi quantità di rifiuti. Per non considerare ogni oggetto usato come se fosse un mero scarto, occorre cambiare le nostre condotte, impegnandoci a percorrere un’altra strada. Si tratta, in sostanza, di superare il modello consumistico e di andare verso un sistema produttivo in grado di preservare i beni limitati del nostro pianeta. Memori del comandamento di Dio, come cristiani non possiamo rassegnarci ad accettare la cultura dello scarto, essendo piuttosto chiamati a fare un uso sapiente della creazione.
La vostra attività nel campo del riciclo dimostra che è possibile impegnarsi in questa direzione. Il lavoro che svolgete, infatti, anche in Vaticano, testimonia che alla cultura dello scarto si può opporre con profitto la cultura della cura. Essa non si limita semplicemente agli oggetti e ai prodotti, ma si estende da questi al lavoro umano e dal lavoro alle persone. Siamo noi, infatti, che abitiamo il mondo e che, con le nostre decisioni e i nostri comportamenti, lo viviamo come un dono di Dio.
Come ha insegnato Papa Francesco, il modello del riciclo e della produzione circolare rappresenta una buona via per garantire alle generazioni future un ambiente sostenibile (cfr Lett. Enc. Laudato sì’, 21-22). È importante dare esempio di coerenza: la Chiesa sia la prima a mettere in pratica ciò che essa stessa annuncia. Attraverso la nostra sinergia potremo rendere sempre più bella e accogliente la casa di tutti.
Grazie della vostra visita. Vi benedico e auguro ogni bene per il vostro lavoro e le vostre famiglie. Grazie.
