Non devi mancare di fiducia in Dio né disperare della sua misericordia… Canta al Signore queste parole del Profeta: « Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni, come gli occhi della schiava, alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi, noi siamo troppo sazi del disprezzo dei superbi» (Sal 122,2-3)… Se siamo sazi del disprezzo a causa dei nostri molti peccati, i nostri occhi devono tuttavia rimanere rivolti al Signore nostro Dio finché non abbia pietà di noi, e non dobbiamo cessare di supplicarlo finché non ci doni il perdono delle nostre colpe. Infatti, spetta all’anima costante e tenace di non distogliersi mai dalla perseveranza nella preghiera per disperazione di venire esaudita; le occorre invece persistere instancabilmente in questa preghiera finché Dio non le usi misericordia.
Perché tu non arrivi a pensare che offendi il Signore persistendo con le tue preghiere mentre non meriti di essere ascoltato, ricordati la parabola del Vangelo. Vi scoprirai che coloro che pregano Dio con una perseveranza inopportuna, non gli dispiacciono. Si dice infatti: «Se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono, almeno per la sua insistenza». Capisci dunque che è il diavolo a suggerirti di disperare di venire esaudito, affinché ti sia tolta questa speranza nella bontà di Dio, che è l’ancora della nostra salvezza, il fondamento della nostra vita, la guida sul cammino che conduce al cielo. Lo dice l’apostolo Paolo: «Nella speranza noi siamo stati salvati» (Rm 8,24).