Udienza Generale del 4 novembre 2026 – I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 8. La fede e la vita sociale, politica ed economica (GS, 63-76)
I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 8. La fede e la vita sociale, politica ed economica (GS, 63-76)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
La dimensione sociale è parte integrante, oltre che della natura umana, anche della nostra fede in Cristo Gesù, come preziosa eredità che riceviamo dall’incarnazione del Figlio di Dio. La Costituzione Gaudium et spes (GS) lo ricorda nei capitoli III e IV della seconda parte, dedicati alla vita economico-sociale e a quella della comunità politica. Anche in questi campi la fede cristiana offre criteri di discernimento.
I Padri conciliari evidenziano anzitutto il pericolo per la pace mondiale che deriva dagli squilibri legati a uno sviluppo economico non equo e non rispettoso del creato (cfr GS, 63). Una visione lungimirante, che purtroppo ha trovato conferma nella parte finale del secolo scorso e che più ancora riscontriamo oggi. Per correggere la rotta – avverte il Documento – non basta lo sviluppo tecnico, «si richiedono molte riforme nelle strutture della vita economico-sociale; è necessario anche da parte di tutti un mutamento di mentalità e di abitudini di vita» (ibid.).
Perciò Gaudium et spes presenta in sintesi la visione cristiana dello sviluppo economico, che dev’essere sempre al servizio dell’uomo e sotto il controllo dell’uomo (cfr GS, 64-65). Appare già qui chiaramente il concetto di sviluppo integrale, che poi San Paolo VI porrà al centro della sua Enciclica Populorum progressio (1967). Più che mai attuali sono poi gli appelli a impegnarsi per eliminare le discriminazioni a danno dei gruppi sociali più deboli e dei migranti (cfr GS, 66).
Il cuore dell’economia è il lavoro. Attraverso di esso l’uomo si sviluppa come persona, provvede alle necessità familiari, esprime il proprio talento, partecipa alla vita sociale e costruisce un mondo migliore collaborando all’opera creatrice di Dio. Il lavoro non può mai essere distorto a danno delle persone, del bene comune o del creato. La vera sfida è offrire a tutti opportunità di mettere a frutto le proprie capacità: non sono accettabili la disoccupazione, lo sfruttamento e condizioni di lavoro che mettono in pericolo la salute e la vita stessa (cfr GS, 67). I lavoratori hanno il diritto e il dovere di partecipare alle decisioni che riguardano la loro attività, anche in forma associata, affrontando i conflitti con il dialogo e azioni non violente (cfr GS, 68).
In questo contesto il Concilio richiama uno dei principi fondamentali del magistero sociale, cioè la destinazione universale dei beni della terra (cfr GS, 69) e lo declina nel campo finanziario, affermando che «tutti i responsabili di tali investimenti e della organizzazione della vita economica globale – sia singoli che gruppi o pubbliche autorità – devono […] da una parte vigilare affinché si provveda ai beni necessari richiesti per una vita decorosa sia dei singoli che di tutta la comunità e, d’altra parte, prevedere le situazioni future e assicurare il giusto equilibrio tra i bisogni attuali di consumo, sia individuale che collettivo, e le esigenze di investimenti per la generazione successiva» (GS, 70).
Gaudium et spes passa poi a trattare della comunità politica, apprezzando diversi segni positivi nell’epoca contemporanea, soprattutto il fatto che «da una coscienza più viva della dignità umana sorge, in diverse regioni del mondo, lo sforzo di instaurare un ordine politico-giuridico nel quale siano meglio tutelati nella vita pubblica i diritti della persona» (GS, 73).
La comunità politica esiste in funzione del bene comune, che consiste «nell’insieme di quelle condizioni di vita sociale che consentono e facilitano agli esseri umani, alle famiglie e alle associazioni il conseguimento più pieno della loro perfezione» (GS, 74). E sempre al bene comune deve mirare l’esercizio dell’autorità politica, che si struttura e opera secondo le circostanze locali e storiche, ma sempre avendo a cuore il bene dell’intera famiglia umana (cfr ibid.).
Gaudium et spes ribadisce che «la comunità politica e la Chiesa sono indipendenti e autonome l’una dall’altra nel proprio campo. Ma tutte e due, anche se a titolo diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini. Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto più efficace, quanto più coltiveranno una sana collaborazione tra di loro» (GS, 76).
Carissimi, impegnarsi nell’economia e nella politica secondo questi criteri è un modo di costruire la pace. Come ricordava Papa Francesco, «la guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male» (Lett. enc. Fratelli tutti, 261). Al contrario, la politica che si prende cura delle ferite dei popoli e di quanti subiscono ingiustizia offre motivi di speranza per l’avvenire dell’umanità.
Per questo incoraggio i giovani a seguire l’esempio di quegli uomini e di quelle donne che in questi ambiti hanno dato buona testimonianza. E rinnovo la mia esortazione alle comunità cristiane affinché sia rilanciata la formazione sulla dottrina sociale della Chiesa.
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Saluti
Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins venus de la Guinée Conakry, de la Belgique, de la France et du Cameroun. Frères et sœurs, puissent nos communautés chrétiennes devenir des havres de paix et de justice, afin de soutenir le développement intégral de notre société. Que Dieu vous bénisse !
[Porgo un cordiale saluto alle persone di lingua francese, in particolare ai pellegrini provenienti dalla Guinea Conakry, dal Belgio, dalla Francia e dal Camerun. Fratelli e sorelle, possano le nostre comunità cristiane diventare oasi di pace e giustizia, al fine di sostenere lo sviluppo integrale della nostra società. Dio vi benedica!]
I greet all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Ireland, Denmark, Malta, the Netherlands, Norway, Nigeria, Australia, Indonesia, Japan, the Philippines, Thailand, Vietnam and the United States of America. In a particular way, I welcome the members of the National Conference of Vocation Directors for England and Wales. pon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!
Herzlich begrüße ich die Pilger deutscher Sprache. Lebt und bezeugt den Glauben an Christus, damit sein Reich der Gerechtigkeit, des Friedens und der Liebe komme.
[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua tedesca. Vivete e testimoniate la fede in Cristo perché venga il suo regno di giustizia, di pace e di amore.]
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. El próximo viernes partiré hacia Sudamérica, para visitar Uruguay, Argentina y Perú. Me encomiendo a sus oraciones, para que este viaje fortalezca la fe, renueve la esperanza, reavive el fuego de la caridad y sea un impulso para seguir anunciando el Evangelio con alegría. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.
我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹,愿天主的护佑在你们的日常事务中常伴随你们。我衷心地降福你们!
[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, La protezione del Signore vi accompagni nel vostro impegno quotidiano. Vi benedico di cuore.]
A minha cordial saudação de boas-vindas aos peregrinos de língua portuguesa! Peçamos ao Senhor que aqueles que desempenham cargos políticos trabalhem sempre pelo bem comum, buscando salvaguardar o dom da paz. Que Deus vos abençoe!
[Il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua portoghese! Preghiamo il Signore affinché quelli che hanno cariche politiche lavorino sempre per il bene comune, cercando di custodire il dono della pace. Dio vi benedica!]
أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. إنَّ إيمانَنا بالمَسِيحِ يَدعُونا إلى أنْ نَجعَلَ مِن عَمَلِنا والتِزامِنا في المُجتَمَعِ وَسِيلَةً مِن أجلِ خِدمَةِ الخَيرِ العام، وَصَونِ كَرامَةِ الإنسان، وَبِناءِ السَّلام. باركَكُم الرّبُّ جَميعًا وحَماكُم دائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!
[Saluto i fedeli di lingua araba. La nostra fede in Cristo ci invita a fare del nostro lavoro e del nostro impegno nella società uno strumento per servire il bene comune, preservare la dignità umana e costruire la pace. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!]
Pozdrawiam serdecznie Polaków! Siedemdziesiąt lat temu zostali zwolnieni z więzienia bohaterscy Prymasi Polski i Węgier, Kardynałowie Stefan Wyszyński i József Mindszenty. Przypominając słowa, jakie Papież Pius XII napisał przy tej okazji w Encyklice Laetamur admodum, wzywam do uznania, że pokój buduje się na sprawiedliwości, poszanowaniu prawa i dialogu, a nie na przemocy. Wszystkim wam błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi! Settant’anni fa furono scarcerati gli eroici Primati di Polonia e di Ungheria, i Cardinali Stefan Wyszyński e József Mindszenty. Ricordando quanto scrisse in quella occasione il Papa Pio XII nell’Enciclica Laetamur admodum, esorto a considerare che la pace si costruisce sulla giustizia, sul rispetto della legge, sul dialogo, e non sulla violenza. Vi benedico tutti!]
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Sabato prossimo 7 novembre si celebreranno due beatificazioni. Ad Antigua Guatemala, verrà beatificato Augusto Rafael Ramirez Monasterio, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori ucciso in odio alla fede nel 1983. Mentre a Santander, Spagna, verranno beatificati Francesco González de Córdova, sacerdote diocesano e settantanove compagni, sacerdoti, seminaristi e laici, che durante la persecuzione spagnola del secolo scorso non temettero di versare il proprio sangue per amore di Cristo. Questi nuovi Beati rendono visibile un nuovo tassello della “moltitudine immensa” degli amici del Signore.
Dopodomani inizierò il Viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, affinché il Signore benedica questa missione in quei Paesi a me tanto cari.
Rivolgo il mio saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alla Confederazione Italiana del Terziario, agli incaricati della Piattaforma d’Azione Laudato Si’, alle parrocchie di San Giovanni Battista in Canosa di Puglia e di San Lorenzo in Salerno; al centro sociale di Tolve e alla banda musicale di Fondo.
Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ricorre oggi la memoria liturgica di San Carlo Borromeo, Vescovo insigne della Diocesi di Milano, che, animato da ardente amore per il Signore, fu maestro e guida dei fratelli. Sul suo esempio lasciatevi condurre da Cristo nella vita di ogni giorno. A tutti la mia Benedizione.
