A Dirigenti e Agenti dellIspettorato di Pubblica Sicurezza Vaticano (19 gennaio 2026)
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
Signor Vice-Capo della Polizia,
Signora Prefetto e Signor Dirigente,
Reverendi Cappellani,
Cari Funzionari e Agenti, buongiorno e benvenuti!
Sono lieto d’incontrarvi, come è consuetudine, all’inizio dell’anno civile, per porgere a voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di ogni bene nel Signore per il 2026. Colgo l’occasione per esprimere a tutti la mia viva gratitudine per il prezioso lavoro che svolgete, allo scopo di garantire la sicurezza mia, dei miei collaboratori e dei moltissimi pellegrini e turisti che visitano la Basilica di San Pietro e il Vaticano.
Desidero particolarmente ringraziarvi per quanto avete fatto nel corso del Giubileo appena concluso, come pure in occasione della morte del mio compianto Predecessore, Papa Francesco, dei suoi Funerali e poi del Conclave. In quei giorni intensi, che hanno certamente messo alla prova anche le vostre forze, avete saputo tenere il passo con eventi susseguitisi con grande rapidità, a volte programmati e altre volte imprevedibili, assicurando che tutto si svolgesse con ordine e dimostrando, come sempre, spirito di sacrificio, professionalità, duttilità e discrezione.
Nei mesi scorsi più di trentatré milioni di pellegrini hanno visitato Roma e in particolare i luoghi giubilari, primi fra tutti la Basilica Vaticana e le zone adiacenti. Avete dovuto gestire file interminabili di persone e folle numerose, accompagnare spostamenti e mantenere presidi, con il buono e il cattivo tempo e con orari e ritmi spesso scomodi ed esigenti. In merito a questo, un pensiero di ringraziamento va anche ai vostri cari che, in modo indiretto, si sono trovati a loro volta coinvolti in queste dinamiche, adattandosi alle esigenze dei vostri impegni e turni straordinari di lavoro e, immagino, rinunciando spesso alla vostra presenza.
Ordine e sicurezza sono doni che costano sacrificio a chi li garantisce e che però contribuiscono notevolmente al bene di tutti: in questo caso non solo allo svolgersi pratico delle attività nel rispetto delle norme, ma anche al loro collocarsi in un clima sereno e raccolto. Un ambiente sicuro è infatti di grande aiuto alla preghiera, e moltissimi visitatori – alcuni arrivati a Roma con lunghi viaggi e addossandosi sacrifici fisici ed economici – nei mesi passati lo hanno potuto sperimentare anche grazie a voi.
Nella Preghiera a San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, si chiede il suo aiuto celeste per assicurare ai cittadini «concordia, onestà e pace affinché – nel rispetto di ogni legge – sia alimentato lo spirito di umana fraternità»; e a tale scopo si domanda: «Rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri per la serenità delle nostre case e per la dignità della nostra terra». Sono parole bellissime, che esprimono un programma e uno stile di servizio, e al tempo stesso indicano un cammino di continua crescita personale e comunitaria. Penso che nell’anno trascorso le abbiate incarnate fedelmente e vi auguro di farne sempre più la bussola della vostra vita e del vostro lavoro, ciascuno nell’ambito di responsabilità proprio, anche coll’aiuto dei vostri Assistenti spirituali.
Carissimi, concludendo vorrei fare mie le parole che Papa Benedetto XVI rivolgeva al vostro Ispettorato alcuni anni orsono: «Sia la vostra presenza – diceva –, cari amici, una garanzia sempre più valida di quel buon ordine e di quella tranquillità, che sono fondamentali per costruire una vita sociale pacifica e composta, e che, oltre a esserci insegnati dal messaggio evangelico, sono segno di autentica civiltà» (Saluto ai Dirigenti e al Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, 14 gennaio 2013).
Affidandovi alla materna protezione di Maria Santissima e di San Michele Arcangelo, assicuro la mia preghiera per voi e per le vostre famiglie e vi benedico di cuore.
