Giovedì 19 Marzo : San Josemaría Escrivá de Balaguer
Giuseppe resta sorpreso, si meraviglia. Dio gli ha rivelato i suoi piani ed egli cerca di capirli. Come ogni anima che vuole seguire Gesù da vicino, egli scopre subito che non è possibile camminare con passo stanco, che non si possono far le cose per abitudine. Dio, infatti, non accetta che ci si stabilizzi a un certo livello, che ci si adagi sulle posizioni raggiunte. Dio esige costantemente di più e le sue vie non sono le nostre vie terrene. San Giuseppe, meglio di chiunque altro , ha imparato da Gesù a essere pronto a riconoscere le meraviglie di Dio, a tenere aperti l’anima e il cuore.
Ma se Giuseppe ha appreso da Gesù a vivere in modo divino, oserei dire che, nell’umano, egli ha insegnato cose al Figlio di Dio. Giuseppe si prese cura di quel Bambino che gli era stato affidato, fece di Gesù un artigiano: gli trasmise il suo mestiere. Giuseppe è stato, nell’ordine naturale, maestro di Gesù: ha avuto con Lui rapporti quotidiani delicati e affettuosi, e se n’è preso cura con lieta abnegazione. Tutto ciò non è forse un buon motivo per considerare questo uomo giusto,(Mt 1,19) questo santo Patriarca, in cui culmina la fede dell’Antica Alleanza, come Maestro di vita interiore?
