Giovedì 2 Aprile : San Fulgenzio di Ruspe

“Noi siamo un solo pane, un solo corpo”, l’Apostolo aggiunge: “tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1Co 10,17). Per chiedere ciò al momento del sacrificio, abbiamo il salutare esempio del nostro Salvatore che ha voluto che domandassimo, quando ricordiamo la sua morte, ciò che lui stesso, vero Sacerdote, ha chiesto per noi prima di morire: “Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quelli che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.” E poi aggiunge: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,11.20-21). Così quando offriamo il corpo e il sangue di Cristo chiediamo ciò che lui ha chiesto per noi quando volle offrirsi per noi.

Rileggi infatti il vangelo e troverai che il nostro Redentore, appena fatta questa preghiera, entrò nel giardino dove fu catturato dai giudei. Ed è proprio dopo la Cena, nella quale donò ai discepoli il sacramento del suo corpo e del suo sangue, che il Salvatore fece questa preghiera per coloro che avrebbero creduto in lui. Così ci ha mostrato ciò che prima di tutto dobbiamo chiedere al momento del sacrificio, quanto lui, supremo Pontefice, ha voluto chiedere nell’ora in cui ha istituito il sacrificio. Ora, ciò che chiediamo, cioè la nostra unità nel Padre e nel Figlio, la riceviamo dall’unità della grazia spirituale che il santo Apostolo ci ordina di custodire con cura quando dice: “Sopportatevi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,2-3).