Mercoledì 25 Marzo : Santa Caterina da Siena
Grazie a quella luce, o Maria, non sei mai stata come le vergini stolte (Mt 25,1), poiché eri colma della virtù di prudenza. Per questo hai voluto sapere come si sarebbe potuto compiere ciò che l’angelo ti stava annunziando. Sapevi che «nulla è impossibile a Dio»; non ne avevi alcun dubbio. Perché allora hai detto: «Non conosco uomo»?
Non ti mancava la fede; ti faceva dire questo la tua umiltà profonda. Non dubitavi della potenza di Dio; guardavi te stessa come indegna di così grande prodigio. Non per il timore sei stata turbata dalla parola dell’angelo. Alla luce stessa di Dio, mi sembra che fosse piuttosto per l’ammirazione; e cosa ammiravi, o Maria, se non l’immensità della bontà di Dio? Guardando te stessa, ritenevi te stessa indegna di tale grazia, e rimanevi stupefatta. La tua domanda è la prova della tua umiltà. Non eri piena di timore, bensì soltanto di ammirazione davanti alla bontà immensa di Dio in confronto alla tua piccolezza, alla tua umile condizione (Lc 1,48).
