Sabato 14 Marzo : San Gregorio Magno
Così il Fariseo entrato nel Tempio diceva: “Digiuno due volte la settimana, do la decima di tutto ciò che possiedo”. Ma il pubblicano uscì dal Tempio giustificato e non lui. Anche il re Ezechia, gravemente colpito dalla malattia e giunto al termine della sua vita, diceva nella composizione della sua preghiera: “Ti supplico, Signore, ricordati, te lo chiedo, come ho camminato nella verità con cuore perfetto” (Is 38,3) A questa dichiarazione di perfezione il Signore non oppone tuttavia né sdegno né rifiuto: esaudisce subito la sua preghiera. Ecco il fariseo, che si è dichiarato giusto nelle sue opere, ed Ezechia, che ha affermato di essere giusto fin nel suo pensiero: lo stesso atteggiamento e uno ha offeso il Signore, l’altro lo ha placato. Come mai?
Poiché Dio Onnipotente pesa le parole di ciascuno di noi secondo i nostri pensieri e il suo orecchio non sente alcuna superbia nelle parole che provengono dall’umiltà del cuore. Pertanto, quando raccontava le sue buone opere, il beato Giobbe non si gonfiava affatto di orgoglio contro Dio, perché parlava umilmente di ciò che aveva veramente fatto.
