Sabato 28 Febbraio : SantAgostino

Avete sentito, fratelli, come si raggiunge la perfezione della carità; il Signore nel Vangelo ci ha presentato il suo fine ed i suoi modi: “Nessuno ha una carità maggiore di colui che dà la vita per i suoi amici” (Gv 15, 13). Ma interrogate voi stessi e ditevi: Quando possiamo avere questa carità? Non voler disperare troppo presto di te stesso: la carità in te forse è appena nata, non ancora perfezionata; nutrila, perché non abbia a venir meno. Forse potrai dirmi: da dove traggo la conoscenza di ciò?

San Giovanni ci dice: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio?” (1 Gv 3, 17). Ecco da dove prende avvio la carità. Se ancora non sei disposto a morire per il fratello, [sii disposto] a dare al fratello un poco dei tuoi beni. La carità scuota il tuo cuore così che tu non rechi il soccorso per ostentazione, ma con interiore abbondanza di misericordia; allora la tua attenzione si volgerà al bisogno di tuo fratello! Se non riesci infatti a dare il superfluo al fratello, come potrai dare per lui la tua vita? (..)

E se non abita in te l’amore del Padre, tu non sei nato da Dio. Come potrai gloriarti di essere cristiano? Ne porti il nome, ma non ne possiedi i fatti. Se invece le opere avranno fatto seguito al nome, ti chiamino pure pagano: da parte tua dimostra di essere cristiano coi fatti. Se non ti mostri cristiano coi fatti, ti chiamino pure tutti cristiano; che giovamento ti reca un nome, quando ad esso non corrisponde nulla? (…) “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3, 18).