Venerdì 20 Febbraio : San Bernardo

Perché il digiuno di Cristo non sarebbe comune a tutti i cristiani?  Perché le membra non seguirebbero il loro Capo (Col 1,18)? Se abbiamo ricevuto i beni di quel Capo, non saremo capaci di sopportarne anche le pene? Vogliamo forse rifiutare la sua tristezza e partecipare alle sue gioie? Se fosse così, ci mostreremmo indegni della causa comune con il Capo. Infatti, tutto quello che egli ha sofferto, era per noi. Se proviamo ripugnanza a collaborare all’opera della nostra salvezza, come mostreremo di essergli di aiuto? Digiunare con Cristo è poca cosa per colui che sta per sedere con lui alla mensa del Padre. Beato colui che avrà aderito in tutto a quel Capo e l’avrà seguito dovunque va (Ap 14,4). Altrimenti, se dovesse esserne tolto e separato, sarebbe inevitabilmente e subito privato dell’alito di vita. (…)

Per me aderire totalmente a te è un bene, o Capo glorioso e benedetto nei secoli, sul quale anche gli angeli si chinano con desidero (1 Pt 1,12). Ti seguirò dovunque andrai. Se passerai in mezzo al fuoco, sarò con te, e non temerò alcun male perché sarai con me (Is 43,2). Tu porti i miei dolori e soffri per me. Tu, per primo, sei passato attraverso lo stretto passaggio della sofferenza per offrire una larga entrata a coloro che ti seguono. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? (Rm 8,35) (…) Questo amore è l’olio profumato sul capo che scende sulla barba, che scende sull’orlo della veste, per ungerne ogni filo (Sal 133,2). Nel Capo si trova la pienezza delle grazie, e da lui la riceviamo tutti. Nel Capo sta ogni misericordia, nel Capo il torrente dei profumi spirituali, come sta scritto: “Dio ti ha consacrato con olio di letizia” (Sal 45,8). (…)

E a noi, cosa chiede il vangelo all’inizio di questa quaresima? “Tu, quando digiuni, profumati la testa” (Mt 6,17). Mirabile bontà! Lo Spirito del Signore è su di lui, egli ne è stato unto (Lc 4,18), eppure, per evangelizzare i poveri, dice loro: “Profumati il capo”.