Venerdì 29 Agosto : Origene

Ammiriamo Giovanni Battista soprattutto a motivo di questa testimonianza: « Tra i nati di donna, non c’è nessuno più grande di Giovanni » (Lc 7,28). Egli ha infatti meritato di elevarsi ad una reputazione di virtù tale che molta gente pensava che fosse il Cristo (Lc 3,15). Eppure, c’è qualcosa di ancor più stupefacente: Erode, il tetrarca, godeva del potere regale e poteva farlo morire quando voleva. Aveva commesso un’azione ingiusta e contraria alla legge di Mosè, sposando la moglie di suo fratello. Ma Giovanni, senza paura , senza riguardo, senza preoccuparsi del potere regale, senza temere la morte (…), conoscendo tutti questi pericoli, ha biasimato Erode con la libertà dei profeti e gli ha rimproverato questo matrimonio. Gettato in prigione per tale audacia, non si è preoccupato della morte né di una sentenza dall’esito incerto ma, pur incatenato, i suoi pensieri andavano a Cristo da lui annunciato.

Non potendo andare a trovarlo di persona, Giovanni manda i suoi discepoli a informarsi: « Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro? » (Lc 7,19) Notate bene che, persino dalla prigione, Giovanni insegnava; persino in quel luogo aveva discepoli; persino in carcere, Giovanni compiva il proprio dovere e ammaestrava i discepoli parlando loro di Dio. E’ in tale contesto che viene posto il problema di Gesù e Giovanni manda verso di lui alcuni discepoli. (…)

I discepoli tornano e riferiscono al maestro ciò che il Salvatore li ha incaricati di annunciare. Questa risposta è per Giovanni un’arma per affrontare la lotta finale; muore rinfrancato e si lascia decapitare di gran cuore, rassicurato dalla parola stessa del Signore: colui in cui ha creduto è veramente il Figlio di Dio. Tale è stata la libertà di Giovanni Battista, tale è stata la follia di Erode che, a tanti crimini già commessi, ha aggiunto prima la detenzione, poi l’omicidio di Giovanni Battista.