Videomessaggio del Santo Padre ai partecipanti alle Conferenze SEEK26 [Columbus (Ohio), Denver (Colorado) e Fort Worth (Texas), 1-5 gennaio 2026] (2 gennaio 2026)
Cari amici,
è un piacere per me salutare tutti voi che partecipate alle Conferenze SEEK26 che si stanno svolgendo a Columbus, Denver e Fort Worth. Siete riuniti nel tempo di Natale, quando alcune delle letture del Vangelo della messa sono tratte dal primo capitolo del Vangelo di Giovanni. Verso la fine di questo capitolo ci viene detto qualcosa sui primi due discepoli di Gesù, uno dei quali era Andrea. Erano discepoli di Giovanni il Battista, e quando Giovanni riferendosi a Gesù lo chiamò Agnello di Dio, iniziarono subito a seguire Gesù (cfr. v. 36). Quando Gesù li vide, si voltò e pronunciò le prime parole riportate nel Vangelo di Giovanni: «Che cosa cercate?» (v. 38).
Gesù rivolge questa domanda ai discepoli perché conosce i loro cuori. Erano inquieti, in senso buono. Non volevano accontentarsi della normale routine della vita. Erano aperti a Dio e desideravano fortemente trovare un significato. Oggi Gesù rivolge la stessa domanda a ognuno di voi. Cari giovani, che cosa cercate? Perché siete qui a questa conferenza? Forse anche i vostri cuori sono inquieti, alla ricerca di significato e realizzazione, di un orientamento nella vita. La risposta la si trova in una persona. Solo il Signore Gesù ci porta vera pace e gioia e realizza ognuno dei nostri desideri più profondi.
I discepoli rispondono domandandogli dove dimora. Non bastava che qualcun altro dicesse loro che Gesù era l’Agnello di Dio; volevano conoscerlo personalmente trascorrendo del tempo con lui. Durante questa conferenza anche voi avrete l’opportunità di trascorre del tempo con il Signore. Come per Andrea, forse per alcuni di voi questo potrebbe essere il primo vero incontro con Cristo. Per altri di voi questo fine settimana sarà un’occasione per approfondire la vostra relazione con lui oltre che la vostra comprensione della fede cattolica. Siate aperti a ciò che il Signore ha in serbo per voi!
I due discepoli inizialmente rimasero con Gesù solo per poche ore, ma quell’incontro cambiò la loro vita per sempre. La prima cosa che fece Andrea fu di andare a dire a suo fratello Simone «Abbiamo trovato il Messia» (v. 41), in altre parole, «Abbiamo trovato colui che stavamo cercando!». È la risposta che tutti noi possiamo dare una volta che impariamo a conoscere il Signore. Questo passo, dunque, ci dice che cosa significa essere missionari. Dopo aver incontrato Gesù, Andrea non poté fare a meno di condividere con il fratello ciò che aveva trovato. Di fatto, lo zelo missionario nasce da un incontro con Cristo. Desideriamo condividere con gli altri ciò che abbiamo ricevuto, di modo che anche loro possano conoscere la pienezza di amore e di verità che si trova solo in lui. Prego affinché, quando lascerete questa conferenza, tutti voi siate spinti da questo stesso zelo missionario a condividere con le persone intorno a voi la gioia che avete ricevuto da un incontro autentico con il Signore.
Cari giovani, mentre vi avvicinate a Gesù attraverso questo fine settimana, attraverso l’amicizia, i sacramenti e l’Adorazione Eucaristica, non abbiate paura di domandargli a che cosa vi sta chiamando. Alcuni di voi, come Andrea e Simon Pietro, potrebbero essere chiamati al sacerdozio, a servire il popolo di Dio attraverso la celebrazione dei sacramenti, attraverso la predicazione della parola di Dio, camminando con il popolo di Dio. Altri potrebbero essere chiamati alla vita religiosa, a donarsi interamente a Dio; altri ancora possono essere chiamati al matrimonio e alla vita familiare. Se sentite che il Signore vi chiama, non abbiate paura. Ancora una volta, lasciatemi sottolineare che solo Lui conosce i desideri più profondi, forse nascosti, del vostro cuore e il cammino che vi condurrà alla vera pienezza. Lasciatevi condurre e guidare da Lui!
Poiché questa conferenza inizia nella solennità di Maria, Madre di Dio, chiediamole di condurci verso Gesù Cristo, suo Figlio, affinché possiamo davvero conoscerlo, conoscere il suo amore per noi e il disegno meraviglioso che ha per ognuna delle nostre vite. In tal modo, i nostri cuori troveranno veramente pace in colui che stiamo cercando.
Affidando ognuno di voi all’intercessione materna di Nostra Signora, invoco volentieri su tutti voi e sulle vostre famiglie le divine benedizioni di questo tempo di Natale.
Vi benedica tutti Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
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L’Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. I, venerdì 2 gennaio 2026, p. 6.
