Giovedì 17 Settembre : Attribuita a San Macario lEgiziano

Accogliamo il nostro Dio e Signore, il vero medico, l’unico che, venendo da noi, è capace di guarire le nostre anime, lui che ha tanto sofferto per noi. Bussa senza stancarsi alla porta dei nostri cuori perché gli apriamo, così da entrare e riposare nelle nostre anime, perché laviamo i suoi piedi e li cospargiamo di olio profumato e lui faccia in noi la sua dimora. In un passo infatti, Gesù rimprovera uno che non gli aveva lavato i piedi, e altrove dice: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui” (Ap 3, 20). Per questo infatti ha sopportato tante sofferenze, consegnato il suo corpo alla morte, e ci ha riscattati dalla schiavitù: per entrare nelle nostre anime e fare in esse la sua dimora.

      Per questo, nel giudizio finale, il Signore dice a quelli che stanno alla sua sinistra e saranno mandati nel fuoco eterno: “Ero forestiero e non mi avete ospitato; ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare ; ho avuto sete e non mi avete dato da bere” (Mt 25, 42-43). Infatti il suo cibo, la sua bevanda, il suo vestito, il suo tetto, il suo riposo sono nei nostri cuori. Per questo bussa senza sosta, volendo entrare da noi. Accogliamolo dunque e introduciamolo dentro di noi, poiché anche lui è il nostro cibo, la nostra bevanda, la nostra vita eterna.

      E ogni anima che non lo accoglie ora dentro di sé, affinché egli vi trovi riposo, o piuttosto affinché essa si riposi in lui, non erediterà il Regno dei cieli con i santi, e non potrà entrare nella città celeste. Ma tu, Signore Gesù Cristo, concedi a noi di entrarvi, noi che glorifichiamo il tuo nome con il Padre e lo Spirito Santo, nei secoli. Amen.