Nessuno può essere detto padre degli spiriti, se non Dio, che li ha creati quando gli è piaciuto; gli uomini hanno diritto solo al titolo di padri della nostra carne. Il diavolo quindi, come creatura spirituale, angelica e inizialmente buona, non aveva altro padre che Dio, che gli aveva dato l’esistenza. Ma si gonfiò d’orgoglio e disse nel suo cuore: «Mi eleverò al di sopra delle nubi, sarò simile all’Altissimo» (cfr. Is 14,13). Fu allora che divenne bugiardo e “non rimase nella verità” (Gv 8,44). Inoltre, dal momento che attinge la menzogna dal profondo di sé, non diventa solo bugiardo, ma padre della menzogna. Lo si vede bene quando promette all’uomo la divinità: “Sarete come dei” (Gn 3,5), dice; “non è rimasto nella verità”. Anzi, diventa omicida fin dall’inizio, quando introduce Adamo nella condizione mortale e istiga al delitto, fa morire Abele per mano del fratello. (…)
Preghiamo quindi il Signore affinché il suo timore e la sua carità, che non conosce morte, perseverino in noi senza venir meno. Essi ci renderanno saggi in tutte le cose e ci proteggeranno sempre dai colpi del demonio. Con tali guardiani è impossibile cadere nelle trappole della morte. È proprio questa la differenza che separa i perfetti dagli imperfetti: nei primi, la carità, profondamente radicata e giunta, per così dire, a uno sviluppo più maturo, possiede anche una costanza più incrollabile e li mantiene più saldamente e più facilmente nella santità; mentre nei secondi, meno fortemente radicata e più facile a raffreddarsi, li lascia cadere più rapidamente e più frequentemente nelle reti del peccato.