Mercoledì 27 Maggio : SantEfrem Siro
“Se è possibile, passi da me questo calice!” Dice così a causa della debolezza che aveva assunto non per finta, ma realmente. Poiché si era fatto piccolo e realmente aveva preso la nostra debolezza, doveva aver paura ed essere afflitto nella sua debolezza. Aveva preso carne, si era rivestito di debolezza, mangiava quando aveva fame, aveva lavorato con fatica, vinto il sonno, perciò doveva compiersi quanto succede alla carne quando è venuto il tempo della sua morte…
Per portare conforto ai discepoli con la sua Passione, Gesù provò ciò che essi provano. Ha preso su di sé la loro paura per mostrare, con l’esempio della sua anima, che non ci si può vantare riguardo alla morte prima di averla subita. Infatti, se chi non teme nulla ha avuto paura ed ha chiesto di esser liberato quando sapeva che era impossibile, quanto più agli altri occorre perseverare nella preghiera prima della tentazione per esserne liberati quando arriverà… Per dar coraggio a coloro che temono la morte, non ha nascosto la sua paura, affinché sappiano che questa paura non li porta al peccato, poiché non vi restano. “Però Padre, – dice Gesù – non come voglio io, ma come vuoi tu!”: che io muoia per dare la vita a una moltitudine.
