Pellegrinaggio della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malankarese in Europa (15 giugno 2026)

Nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi!

Beatitudine, Eccellenze,
Cari sacerdoti, consacrati
e consacrate,
Cari fratelli e sorelle,

sono lieto di accogliere questa importante delegazione della Chiesa siro-malankarese quale parte del primo convegno del vostro clero e dei vostri fedeli residenti in Europa. Il vostro Arcivescovo Maggiore, il Cardinale Baselios Mar Cleemis, oggi compie 67 anni. Buon compleanno, Beatitudine! Porgo anche le mie oranti congratulazioni in anticipo per il suo giubileo episcopale d’argento ad agosto, per il quale sono già iniziati i festeggiamenti con una speciale celebrazione ieri qui a Roma. Un particolare saluto anche al Vescovo Kuriakose Mar Osthanthios, di recente nominato Visitatore Apostolico per i fedeli siro-malankaresi residenti in Europa, che ha organizzato questo convegno.

Cari fratelli e sorelle, mi risulta che tutta la vostra Chiesa sui iuris stia iniziando un intenso percorso pluriennale di rinnovamento spirituale in preparazione del suo centenario. Essendo appena iniziato il 95° anno dall’istituzione della vostra Gerarchia con la Costituzione Apostolica Christo Pastorum Principi di Papa Pio XI l’11 giugno 1932, desidero ricordare quel testo del mio illustre predecessore, che inizia esprimendo gratitudine a Cristo, il Capo dei Pastori. Anche noi rendiamo a Dio “i più umili e ferventi ringraziamenti” per il venerabile Mar Ivanios che, insieme a Mar Theophilos, ha guidato diversi sacerdoti e un buon numero di fedeli, tra cui religiosi e religiose delle Congregazioni di Betania, a riscoprire la comunione ecclesiale con il Successore dell’Apostolo Pietro come elemento fondamentale per vivere la fede cristiana. Il primo Arcivescovo Metropolita di Trivandrum dei Siro-Malankaresi fu di fatto un vero Pastore secondo il Cuore di Gesù, attraverso il quale lo Spiritò Santo ha guidato il gregge di Dio. Ha dato un bellissimo esempio del «grande desiderio: [di] una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato» (Omelia, 18 maggio 2025), di cui ho parlato durante la Messa solenne per l’inizio del mio pontificato.

Sin da giovane sacerdote Mar Ivanis guardava molto oltre i confini della sua comunità cristiana in Kerala e vedeva chiaramente la necessità di recuperare il dinamismo del buon seme piantato in India dalla predicazione e dal martirio di san Tommaso Apostolo. Insistette anche perché il lavoro missionario fosse svolto non soltanto con le parole, ma piuttosto con una vita virtuosa e un servizio caritatevole autentico. Per questa ragione, sin dal principio, la vostra Chiesa è sempre stata un faro di energia evangelica e carità apostolica, portando giustizia sociale, educazione e sviluppo umano integrale alle persone ai margini della società. In tal modo, il Vangelo si diffonde, come ha detto il mio venerabile predecessore Papa Benedetto XVI, «”per attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce» (Santa Messa di Inaugurazione della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, 13 maggio 2007).

La Chiesa siro-malankarese iniziò quindi a crescere rapidamente al dei confini etnici o linguistici, inizialmente in Tamil Nadu, frutto di un impegno evangelizzatore risalente al 1934. Quelle vivaci comunità cattoliche siro-malankaresi sono prosperate grazie all’impegno della Gerarchia e anche all’impegno delle devote donne consacrate appartenenti alla Congregazione delle Figlie di Maria. Incoraggio il Sinodo dei Vescovi e gli Istituti Religiosi della vostra Chiesa a dimostrare un impegno simile verso le circoscrizioni di creazione più recente in India, specialmente nelle vaste Eparchie di Saint Ephrem of Khadki e di Saint John Chrysostom of Gurgaon. Abbiamo un futuro candidato qui presente.

Al tempo stesso, occorre un analogo impegno urgente per preservare e promuovere i tesori inestimabili incarnati da tutte le Chiese Orientali, specialmente nella crescente diaspora, come ho avuto occasione di dire durante il vostro Giubileo, celebrato appena pochi giorni dopo la mia elezione a Papa (cfr. Discorso ai Partecipanti al Giubileo delle Chiese Orientali, 14 maggio 2025). In tale ottica, riconoscendo la presenza di numerosi fedeli siro-malankaresi in Nord America, Papa Benedetto XVI ha eretto un Esarcato Apostolico per i fedeli siro-malankaresi negli Stati Uniti. Dieci anni fa, elevando l’Esarcato al rango di Eparchia, il mio venerabile predecessore Papa Francesco ha esteso la cura del Vescovo eparchiale anche a tutti i fedeli siro-malankaresi in Canada.

Con intenzioni analoghe, già nel mio primo anno di pontificato ho nominato il primo Visitatore Apostolico a tempo indeterminato per i cattolici siro-malankaresi in tutta Europa, Sua Eccellenza Mar Osthathios. La sua responsabilità è di verificare la situazione attuale della cura pastorale, nella prospettiva di presentare proposte ai Vescovi locali e alla Santa Sede per il bene spirituale dei fedeli. A tale proposito, ho chiesto al Dicastero per le Chiese Orientali di aiutarmi «a definire principi, norme, linee-guida attraverso cui i Pastori latini possano concretamente sostenere i cattolici orientali della diaspora e a preservare le loro tradizioni viventi e ad arricchire con la loro specificità il contesto in cui vivono» (Ibidem). La stessa Istituzione Curiale mi aiuterà a valutare i modi migliori per gettare fondamenta solide e durature affinché le future generazioni di fedeli siro-malankaresi continuino ad approfondire la loro amicizia con il Signore Gesù attraverso l’impegno con le loro tradizioni uniche, apportando così beneficio all’intera Chiesa cattolica.

Cari fratelli e sorelle, chiedo a tutti voi di promuovere una maggiore consapevolezza riguardo alla preziosa identità della Chiesa siro-malankarese e la vostra identificazione con essa, partecipando alla sua vita ecclesiale e vivendo la vostra eredità unica, consapevoli della vostra grande dignità, restando al contempo uniti all’Arcivescovo Maggiore e al Sinodo dei Vescovi. Sapendo che i cristiani di San Tommaso dell’India hanno la ben meritata fama di avere famiglie devote dalle quali nascono molte vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, prego perché nelle vostre case e nei vostri cuori, specialmente in quelli dei giovani, continui a prosperare una fede forte.

Invocando da Dio Onnipotente grazie abbondanti su tutti coloro che si uniscono a voi nel celebrare questa gioiosa occasione, affinché possiate seguire Cristo ogni giorno sempre più da vicino, diventando messaggeri di speranza per tutti, imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica. Possano la Beata Vergine Maria, Regina della Pace, san Tommaso Apostolo e tutti i vostri Santi Patroni, specialmente il venerabile Mar Ivanios, intercedere per voi! Grazie.

________________________________________

L’Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 134, lunedì 15 giugno 2026, p. 5.