Sabato 27 Giugno : Concilio Vaticano II
Il cristiano poi, reso conforme all’immagine del Figlio che è il primogenito tra molti fratelli (Rm 8,29) riceve “le primizie dello Spirito” (Rm 8,23) per cui diventa capace di adempiere la legge nuova dell’amore. In virtù di questo Spirito, che è il “pegno della eredità” (Ef 1,14), tutto l’uomo viene interiormente rinnovato, nell’attesa della “redenzione del corpo” (Rm 8,23)… Il cristiano certamente è assillato dalla necessità e dal dovere di combattere contro il male attraverso molte tribolazioni, e di subire la morte; ma, associato al mistero pasquale, diventando conforme al Cristo nella morte, così anche andrà incontro alla risurrezione fortificato dalla speranza.
E ciò vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti (Rm 8,32) e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale.
