Udienza Generale del 9 settembre 2026 – I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione pastorale Gaudium et spes (GS 12-22) 2. La dignità umana: dono e responsabilità

I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione pastorale Gaudium et spes (GS 12-22) 2. La dignità umana: dono e responsabilità

 

Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La Costituzione conciliare Gaudium et spes (GS), dedicando il primo capitolo alla dignità della persona umana, sottolinea che essa è base e condizione di quei «valori che oggi sono più stimati», ma necessitano di non perdere il rapporto con «la loro divina sorgente», per sottrarsi alle possibili distorsioni dovute alla «corruzione del cuore umano» (GS, 11).

Il cammino che ha permesso di evidenziare i tratti e i diritti fondamentali della dignità della persona rappresenta certamente una delle pagine più significative della storia umana. Tuttavia, il percorso da compiere non è terminato e deve affrontare le contraddizioni, vecchie e nuove, che ne impediscono una piena attuazione.

La Chiesa offre con chiarezza il suo contributo, ricordando che la dignità umana scaturisce dall’essere stesso della persona. Ho avuto modo di ribadirlo anche nella recente Enciclica Magnifica humanitas: «Ogni persona è pensata e voluta da Dio per entrare in una storia di comunione con Lui, con gli altri e con il creato. La sua dignità non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno» (n. 50). L’infinita dignità dell’essere umano, dunque, si radica nella sua identità di creatura fatta «“ad immagine di Dio” capace di conoscere e di amare il suo Creatore», progetto e dono di amore che trascende le altre realtà create, le quali sono affidate alla sua cura «per governarle e servirsene a gloria di Dio» (GS, 12).

Nella fede possiamo comprendere il fondamento ultimo della dignità della persona, in quanto il Figlio «rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo a sé stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione» (n. 22).

La persona dice sempre relazione, comunione, partecipazione rispetto a Dio e agli altri, dunque un rapporto filiale con Dio Padre e un rapporto fraterno con Cristo e con tutti gli uomini. Esclude chiusure autoreferenziali. Essere persona significa percepire sé stessi come dono da condividere, crescendo e maturando nell’accoglienza, nella reciprocità, nel servizio.

Tale dignità è affidata alla responsabilità di ciascuno: allo stesso tempo, essa esige anche solidarietà e cura reciproca, superando le numerose falsificazioni e manipolazioni che tuttora ne deturpano la percezione e ne ostacolano la realizzazione. Infatti, per le scelte contro la sua dignità operate lungo la storia, ancora oggi «l’uomo si trova diviso in sé stesso» e «tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre». Questa condizione fragile e limitata, però, può essere guardata con speranza, perché «il Signore stesso è venuto a liberare l’uomo e a dargli forza, rinnovandolo nell’intimo e scacciando fuori “il prìncipe di questo mondo” (Gv 12,31), che lo teneva schiavo del peccato» (GS, 13).

La Costituzione Gaudium et spes, inoltre, afferma che la dignità umana riguarda la totalità della persona e, perciò, vanno superate le visioni dualistiche: l’essere umano è «unità di anima e di corpo». La riduzione del corpo a “oggetto”, di cui disporre arbitrariamente, è sempre negazione della dignità della persona: «non è lecito […] disprezzare la vita corporale dell’uomo», e occorre «considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell’ultimo giorno», vigilando che esso non «si renda schiavo delle perverse inclinazioni del cuore» (GS, 14) dal momento che tutti noi siamo feriti dal peccato.

Infine, tre sono le espressioni più significative della dignità della persona che la Gaudium et spes richiama: l’intelligenza, che rende l’essere umano cercatore insaziabile della verità (n. 15); la coscienza, per mezzo della quale egli dà unità e senso alla propria vita (n. 16); la libertà, che lo rende protagonista responsabile delle proprie decisioni (n. 17). Sono dimensioni strettamente connesse tra loro: è nella coscienza che la verità viene riconosciuta come tale e la libertà può sperimentarla come suo fondamento e possibilità. Lo Spirito Santo, che dà vita in Cristo, ci rende liberi e ci assicura costantemente della nostra dignità di figli di Dio, affrancandoci dalla paura e guidandoci verso la meta ultima, quella vita in pienezza oltre la morte che il Cristo ci ha promesso: solo in Lui trova vera luce il mistero dell’uomo, da Lui riceviamo luce sull’enigma del dolore e della morte e con Lui andiamo incontro alla risurrezione.

Cari fratelli e sorelle, creati a immagine di Dio, per mezzo di Cristo e in vista di Lui, abbiamo ricevuto una dignità unica e indelebile. Impegniamoci a promuoverla e difenderla sempre, con la luce e la forza del Vangelo.

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Saluti

Je salue cordialement les pèlerins de langue française que j’invite à s’émerveiller devant la dignité humaine reçue du Créateur. Celle-ci regarde la totalité de la personne car l’être humain est unité de corps et d’âme. C’est en prenant conscience de sa grandeur que vous trouverez la force nécessaire pour la défendre et la promouvoir dans vos cadres de vie respectifs.
Je vous bénis de tout cœur !

[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese che invito a meravigliarsi davanti alla dignità umana ricevuta dal Creatore. Essa riguarda la totalità della persona, poiché l’essere umano è un’unità di corpo e anima. Prendendo coscienza della sua grandezza, troverete la forza necessaria per difenderla e promuoverla nei vostri rispettivi ambiti di vita. 
Vi benedico di cuore!
]

I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from Scotland, Wales, Ireland, Denmark, Norway, South Africa, Australia, China, Japan, Lebanon, the Philippines, and the United States of America.  In a particular way, I gladly renew my welcome to the members of the Steering Committee of the Interreligious Platform for Dialogue and Cooperation in the Arab World, who are present today.  I thank you for your cooperation with the King Abdullah bin Abdulaziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue, and pray that your efforts to promote peaceful coexistence in the Arab region will indeed bear much fruit.  Upon each of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ.  God bless you all!

Liebe Brüder und Schwestern, einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger deutscher Sprache, besonders an die zahlreichen Teilnehmer der Wallfahrt der Kirchenchöre aus dem Bistum Würzburg in Begleitung ihres Bischofs. Erinnern wir uns daran, dass Gott zu loben und zu preisen unsere höchste Berufung ist. Sein Lob sei immer in eurem Mund (vgl. Ps 34,29)!

[Cari fratelli e sorelle, rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca, in particolare ai numerosi partecipanti al pellegrinaggio dei cori della Diocesi di Würzburg, accompagnati dal loro Vescovo. Ricordiamoci che rendere lode e gloria a Dio è la nostra vocazione più alta. La sua lode sia sempre sulla vostra bocca (cfr. Sal 34,2)!]

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Los invito a revalorizar y a promover, en ustedes mismos y en los demás, la dignidad única e indeleble que han recibido como seres creados a imagen de Dios y, más aún, al haber sido redimidos por Cristo. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们,圣神使我们变得自由,且引领我们迈向最终的目标,即耶稣借着复活向我们应许了那超越死亡的圆满生命。我衷心地降福你们!

[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, lo Spirito Santo ci rende liberi e ci guida verso la meta ultima, quella vita in pienezza oltre la morte che il Cristo ci ha promesso nella risurrezione. Vi benedico di cuore.]

Saúdo com alegria todos os peregrinos de língua portuguesa! Queridos irmãos e irmãs, o nosso mundo exige de nós, de forma especial, que valorizemos a dignidade da pessoa. É sobretudo o pecado que desfigura a imagem de Deus no homem. Peçamos ao Espírito Santo que nos ajude a promover e a salvaguardar a dignidade de cada ser humano. Que o Senhor vos abençoe!

[Saluto con gioia tutti i pellegrini di lingua portoghese! Cari fratelli e sorelle, il nostro mondo ci impegna in modo speciale alla valorizzazione della dignità della persona. É soprattutto il peccato a sfigurare l’immagine di Dio nell’uomo. Chiediamo allo Spirito Santo che ci aiuti a promuovere e custodire la dignità di ogni essere umano. Il Signore vi benedica!]

أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة، وخاصَّةً أعضاءَ جَماعَةِ ”الفَرَح في الرُّوح القُدُس“، القادِمينَ مِن لبنان. خَلَقَنا اللهُ علَى صُورَتِه، ومَنَحَنا كَرامَةً فَرِيدَةً لا تُمحَى. لِذَلِك، لِنَلتَزِمْ دائِمًا بِتَعزِيزِ هَذِهِ الكَرامَةِ وَلْنُدافِعْ عَنها، في نُورِ الإنجِيل. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!

[Saluto i fedeli di lingua araba, in particolare i membri della comunità “Gioia nello Spirito Santo”, provenienti dal Libano. Dio ci ha creati a sua immagine e ci ha donato una dignità unica e indelebile. Perciò, impegniamoci a promuoverla e difenderla sempre, con la luce del Vangelo. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!]

Radosno pozdravljam hrvatske hodočasnike, osobito vjernike Vojnog ordinarijata u Republici Hrvatskoj u pratnji biskupa Vojnog ordinarija, Mons. Jure Bogdana i svećenika. Dragi prijatelji, slaveći godišnjicu osnutka Vojnog ordinarijata, u ovom hodočašću na grobove apostola Petra i Pavla zahvaljujte Gospodinu na svim darovima koje ste primili. Kao velika obitelj vjernika, svojom vjerom i djelima pokazujte svijetu i društvu u kojemu živite lice živoga Krista, koji izlazi u susret svakomu tko ga traži iskrena srca. Neka vas na vašem putu uvijek prati zagovor Blažene Djevice Marije. Od srca vas sve blagoslivljam. Hvaljen Isus i Marija.

[Saluto con gioia i pellegrini croati, in particolare i fedeli dell’Ordinariato militare in Croazia, accompagnati dal Vescovo Ordinario militare, S.E. Mons. Jure Bogdan, assieme ai sacerdoti. Cari amici, mentre celebrate il giubileo della fondazione dell’Ordinariato militare, con questo pellegrinaggio alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo ringraziate il Signore per tutti i doni che avete ricevuto. Come una grande famiglia di credenti, attraverso la vostra fede e le vostre opere mostrate al mondo e alla società in cui vivete il volto di Cristo vivo, che va incontro ad ognuno che lo cerca con cuore sincero. L’intercessione della Beata Vergine Maria vi accompagni sempre nel vostro cammino. Di cuore vi benedico tutti. Siano lodati Gesù e Maria!]

Serdecznie pozdrawiam Polaków. W tych dniach podczas dożynek, dziękując za plony ziemi, z Psalmistą chwalimy Stwórcę: „Ziemia wydała swój owoc; Bóg, nasz Bóg, nam pobłogosławił” (Ps 67, 7). Powierzajmy Panu pracę rolników, dzięki której nie brakuje nam codziennego chleba. Niech Maryja, najpiękniejszy z kwiatów ziemi, strzeże waszych rodzin i pól! Wszystkim wam błogosławię!

[Saluto cordialmente i polacchi. In questi giorni, durante la festa del raccolto, rendendo grazie per i frutti della terra, con il Salmista lodiamo il Creatore: «La terra ha dato il suo frutto. Ci benedica Dio, il nostro Dio» (Sal 67, 7). Affidiamo al Signore il lavoro degli agricoltori, grazie al quale non ci manca il pane quotidiano. Maria, il più bello tra i fiori della terra, custodisca le vostre famiglie e i vostri campi! A tutti la mia benedizione!]

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Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

In particolare, saluto i cresimati della Diocesi di Forlì-Bertinoro, accompagnati dal Vescovo S.E. Mons. Livio Corazza, assieme ai loro sacerdoti e ai catechisti.

Accolgo con affetto i fedeli dell’unità pastorale delle Parrocchie della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, come pure gli Assistenti ecclesiastici della Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.

Cari fratelli e sorelle, siamo stati creati a immagine di Dio: impegniamoci a promuovere e difendere la dignità di figli di Dio, con la luce e la forza del Vangelo.

Il mio pensiero va, infine, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo celebrato la Festa liturgica della Natività della Beata Vergine Maria; il suo esempio e la sua materna intercessione ispirino e accompagnino la vostra vita.

A tutti la mia benedizione!