Venerdì 24 Luglio : San Giovanni Crisostomo

Un seminatore andò a seminare, e una parte del seme cadde sulla strada, un’altra in un luogo sassoso, un’altra sulle spine, e un’altra sulla terra buona. Tre parti furono perse, una sola diede frutto. Eppure il seminatore non cessò di coltivare il suo campo; per lui è sufficiente che una parte sia conservata per non sospendere il lavoro. In questo momento è impossibile che il seme che sto lanciando in mezzo a un uditorio così numeroso non germogli. Se non tutti mi ascoltano, un terzo ascolterà. Se non un terzo, almeno un decimo; se neanche un decimo ascolta, purché ascolti un solo membro di quest’assemblea, non cesserò di parlare.

Non è poca cosa la salvezza, anche di una sola pecora. Il Buon Pastore lasciò le novantanove per correre dietro a quella perduta (Lc 15, 4). Io non posso disprezzare nessuno. Anche se ce n’è uno solo, questi è comunque un uomo, una persona tanto cara agli occhi di Dio. Fosse anche uno schiavo, non lo disdegnerei; infatti non cerco la condizione sociale, bensì il valore personale, non il potere o la schiavitù, ma un uomo. Anche se ce n’è uno solo, questi è comunque l’uomo per il quale sono stati creati il sole, l’aria, le fonti e il mare, sono stati mandati i profeti, è stata data la Legge. È comunque per questa persona che il Figlio unico di Dio si è fatto uomo. Il mio Maestro è stato immolato, il suo sangue è stato versato per l’uomo, e io oserei disprezzare qualcuno?

No, non cesserò di seminare la parola, anche se nessuno mi ascoltasse. Sono medico, propongo i miei rimedi. Devo insegnare, mi è stato ordinato di ammaestrare; infatti sta scritto: “Ti ho posto come sentinella alla casa d’Israele” (Ez 3, 17).