Videomessaggio del Santo Padre ai Partecipanti alla Celebrazione del 15° Anniversario dell’Abolizione della Pena di Morte nello Stato dell’Illinois [DePaul University di Chicago, 24 aprile 2026] (24 aprile 2026)

Cari amici,

Sono lieto di salutare tutti voi qui riuniti nella DePaul University per celebrare il quindicesimo anniversario della decisione di abolire la pena di morte nello Stato dell’Illinois.

La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte naturale, è sacra e merita di essere protetta. Di fatto, il diritto alla vita è il fondamento stesso di ogni altro diritto umano. Per questo, solo quando una società tutela la sacralità della vita umana può fiorire e prosperare (cfr. Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 9 gennaio 2026).

A tale riguardo, affermiamo che la dignità della persona non viene perduta nemmeno dopo che sono stati commessi crimini gravissimi. Inoltre possono essere messi a punto, e sono stati messi a punto, sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai rei la possibilità di redimersi (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2267). È per questo che Papa Francesco e i miei predecessori recenti hanno ripetutamente ribadito che è possibile tutelare il bene comune e salvaguardare i requisiti della giustizia senza ricorrere alla pena capitale. Pertanto, la Chiesa insegna che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona” (Ibidem).

Quindi mi unisco a voi nel celebrare la decisione presa nel 2011 dal Governatore dell’Illinois e offro il mio sostegno a coloro che si battono per l’abolizione della pena di morte negli Stati Uniti d’America e in tutto il mondo. Prego perché i vostri sforzi portino a un maggiore riconoscimento della dignità di ogni persona e ispirino altri a lavorare per la stessa giusta causa.

Con questi sentimenti, invoco cordialmente su tutti voi le divine benedizioni della saggezza, della gioia e della pace.

Grazie.

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L’Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 95, sabato 25 aprile 2026, p. 4.