Vangelo e Letture del giorno

  • Domenica 22 Aprile 2018 : Atti degli Apostoli 4,8-12.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quei giorni, Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: "Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati". […]

  • Domenica 22 Aprile 2018 : Salmi 118(117),1.8-9.21-23.26.28cd.29.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. […]

  • Domenica 22 Aprile 2018 : Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-2.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. […]

  • Domenica 22 Aprile 2018 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,11-18.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quel tempo, disse Gesù: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio». […]

  • Domenica 22 Aprile 2018 : Commento Basilio di Seleucia
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    "Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore". Pilato ha visto questo pastore; i giudei l'hanno visto; condotto alla croce per il suo gregge, come il coro dei profeti l'aveva annunciato chiaramente molto prima della Passione: "era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori" (Is 53,7). Non rifiuta la morte, non fugge il giudizio, non allontana coloro che lo crocifiggono. Non ha subito la Passione: l'ha voluta in favore delle sue pecore. "Ho il potere di dare la vita - dice - e il potere di riprenderla". Cancella la sofferenza con la sofferenza della sua Passione, la morte con la sua morte. Attraverso la sua tomba, apre le tombe. Ribalta il regno dei morti, ne fa saltare i catenacci. Le tombe sono sigillate e la prigione chiusa finché il Pastore scende nella morte per annunciarvi la liberazione a quelle pecore che sono addormentate (cf 1 Pt 3,19). Lo si vede nel regno dei morti: dà l'ordine di uscirne, lo si vede ripetere anche là il richiamo alla vita. "Il buon pastore offre la vita per le pecore": così egli cerca l'amore delle pecore. Chi ama Cristo è colui che sa ascoltare la sua voce. […]

  • Sabato 21 Aprile 2018 : Atti degli Apostoli 9,31-42.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quei giorni, la Chiesa era in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria; essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo. E avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. Qui trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. Pietro gli disse: "Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto". E subito si alzò. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore. A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità, nome che significa "Gazzella", la quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine. Proprio in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero in una stanza al piano superiore. E poiché Lidda era vicina a Giaffa i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini ad invitarlo: "Vieni subito da noi!". E Pietro subito andò con loro. Appena arrivato lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma disse: "Tabità, alzati!". Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i credenti e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa si riseppe in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore. […]

  • Sabato 21 Aprile 2018 : Salmi 116(115),12-13.14-15.16-17.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo. Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli. Io sono il tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene. Io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene. A te offrirò sacrifici di lode e invocherò il nome del Signore. […]

  • Sabato 21 Aprile 2018 :
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    […]

  • Sabato 21 Aprile 2018 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,60-69.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quel tempo, molti tra i discepoli di Gesù, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». […]

  • Sabato 21 Aprile 2018 : Commento Sant'Agostino
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    "Io sono il pane della vita; quello vero, che discende dal cielo e dà la vita al mondo" (Gv 6,32-33)... Volete il pane del cielo? Lo avete davanti e non lo mangiate. "Vi ho detto però che mi avete veduto e non avete creduto" (Gv 6,36). Ma io non ho per questo abbandonato il mio popolo. Forse che la vostra infedeltà ha compromesso la fedeltà di Dio (Rm 3,3)? Ascoltate ciò che segue: "Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori" (Gv 6,37). Quale intimo segreto è mai questo dal quale non si esce? Mirabile intimità e dolce solitudine! O segreto senza tedio, non amareggiato da pensieri inopportuni, non turbato da tentazioni e da dolori! Non è forse quell'intimo segreto dove entrerà colui al quale il Signore dirà, come al servo fedele: "Entra nel gaudio del tuo Signore" (Mt 25,23)?... Dunque, non caccerai fuori chi viene a te, perché sei disceso dal cielo non per fare la tua volontà, ma la volontà di colui che ti ha mandato? Grande mistero! ... Appunto per guarire la causa di tutti i mali, cioè la superbia, il Figlio di Dio è disceso e si è fatto umile. Perché t'insuperbisci, o uomo? Dio per te si è umiliato. Forse ti saresti vergognato d'imitare un uomo umile, imita almeno Dio umile... Lui, Dio, si è fatto uomo; tu, uomo, riconosci che sei uomo; tutta la tua umiltà consiste nel riconoscere che sei uomo. Ora, poiché Dio insegna l'umiltà ha detto: "Non sono venuto per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato... Son venuto umile, son venuto a insegnare l'umiltà, sono venuto come maestro di umiltà. Chi viene a me, è incorporato a me; chi viene a me, diventa umile... perché non fa la propria volontà, ma quella di Dio. Perciò non sarà cacciato fuori, mentre, per essere stato superbo fu cacciato fuori" (cf Gen 3,24). […]

  • Venerdì 20 Aprile 2018 : Atti degli Apostoli 9,1-20.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quei giorni, Saulo, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare". Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda. Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!". E il Signore a lui: "Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista". Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome". Ma il Signore disse: "Và, perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome". Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo". E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio. […]

  • Venerdì 20 Aprile 2018 : Salmi 117(116),1.2.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria. Forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno. […]

  • Venerdì 20 Aprile 2018 :
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    […]

  • Venerdì 20 Aprile 2018 : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,52-59.
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    In quel tempo, i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. […]

  • Venerdì 20 Aprile 2018 : Commento San Giovanni Maria Vianney
    on 1 gennaio 1970 at 0:00

    Tutte le opere buone messe insieme non equivalgono al santo Sacrificio della Messa, perché esse sono le opere degli uomini, e la Messa è l'opera di Dio. Il martirio non è nulla al confronto: è il sacrificio che l'uomo fa della sua vita a Dio; la Messa è il Sacrificio che Dio fa del suo Corpo e del suo Sangue all'uomo. Alla voce del sacerdore, nostro Signore discende dal cielo e si racchiude in una piccola ostia. Dio fissa il suo sguardo sull'altare. "E' lì - dice - il mio Figlio prediletto, in cui mi sono compiaciuto" (cf Mt 3,17; Mt 17,5). Ai meriti dell'offerta di questa vittima, non può rifiutare nulla. Che bello! Dopo la consacrazione, il Buon Dio è là come nel cielo! ... Se l'uomo conoscesse bene questo mistero, morirebbe d'amore. Dio ci risparmia a causa della nostra debolezza. Oh! Se avessimo la fede, se comprendessimo il prezzo del santo Sacrificio, avremmo ben più di zelo nell'assistervi! […]